C’erano una volta i “Fiacaresta”

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La Società de Borg propone domenica 28 maggio 2017 in via Bernardini (piazzetta Gabena) e via Padella, l’evento C’erano una volta i Fiacaresta, dedicato agli storici personaggi di San Giuliano Borgo che conducevano carrozze con cavalli.

La giornata si apre alle ore 10.00 con l’inaugurazione della mostra Le famiglie dei fiaccherai del Borgo e apertura di Casa Gabena, con video installazione e piccola mostra dedicata a Enrico Bronzetti.

Alle ore 10.30 Viaggetto in Carrozza, passaggio al Piazzale Tiberio, delle carrozze partecipanti al viaggio da Casteldelci al mare di Rimini, organizzato dal Comitato nazionale attacchi, Fitetrec-Ante-CONI.

Nel pomeriggio alle ore 17.00 inaugurazione del percorso Formelle dei Fiaccherai del Borgo con il tour guidato per la residenze degli antichi fiaccherai, segnalate da nuove formelle in ceramica, sullo stile di quelle già esistenti dedicate ai pescatori del Borgo.

A seguire musica in piazzetta Gabena con i “Marecchia River Folk“e spettacolo La carrozza di Amarcord con gli attori della Compagnia “On the Fly Theatre”.

L’evento si chiuderà alle ore 20.00  l’aperitivo “Andem a magné te’ Padaion” in piazzetta Gabena.

La manifestazione è a ingresso libero.

Con il Patrocinio del Comune di Rimini.

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Augusto, moderato e prudente, fra i ribelli anarcoidi del Borgo

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“Abitavo cinquanta metri più in la, e c’era qualcuno che non mi voleva come presidente, perchè io non vivvevo proprio nel Borgo!” nel dire così, Augusto Berlini, allude alla sua collocazione – sociale e … residenziale – leggermente differenziata da quella dei broghigiani a 24 carati! Lui, impiegato, di origine piccolo borghese, nato in una famiglia legatissima alla Chiesa, con la casa suella vecchia via Emilia, fuori dal dedalo di stradine che ospitavano i proletari del Borgo. In passato certe differenze avevano il loro peso, e segnavano linee di demarcazione non sempre facili da superare.

(tratto da “Calendario 2010″, testi Mario Pasquinelli e Giuliano Ghirardelli; caricature Guido Baldini)

Oggi, per la legge del contrappasso, Pierpaolo Capelli (Netti) fa il ristoratore

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… riscattando così un passato di fame insoddisfatta.
Netti e Meo si incontrano spesso al bar. Netti – e non è colpa sua – è nata nella Castellaccia, mentre Meo è borghigiano a tutti gli effetti. Fra di loro scoppia spesso una benevola competizione. Ultimamente l’oggetto del contendere era la miseria, e a chi ne aveva patita di più: come motivo di orgoglio, naturalmente. Elencando i vari casi, Netti ha avuto la meglio rievocando un particolare episodio. ” Quand ca s’era un burdel la mi ma l’am geva: nu sta trop a mareina, che dop ut vein fema!” (traduciamo per i nuovi borghigiani: “Quando ero bambino mia mamma mi diceva: non stare troppo a marina, perchè dopo ti viene fame!”

(tratto da “Calendario 2010″, testi Mario Pasquinelli e Giuliano Ghirardelli; caricature Guido Baldini)

Caio, conteso fra ippica e calcio

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Mussoni Caio è famoso al Borgo e al Mercato Coperto, dove vende la carne di cavallo. Sembra un mestiere d’altri tempi e invece prospera con successo, tanto da coinvolger esempre di più la famiglia. Battutista brillante e milanista sfegatato, la sua bottega è diventata un ritrovo di appassionati caciofili. Si racconta che una volta Caio organizzò un travestimento che coinvolgeva il vecchio amico Baldo; ed essendo scuro di pelle, Caio pensò bene, quindi, di fargli indossare la divisa di Gullit, il famoso calciatore del Milan dell’epoca: pantaloncini chiari, maglia rossonera col numero 10, parrucca africana con le treccine ed estensioni incluse. Baldo, fisso lì per ore, davanti alla sua bottega, stupì mezza Rimini, bloccando il passaggio fra i banchi e negozi del Mercato.

(tratto da “Calendario 2010″, testi Mario Pasquinelli e Giuliano Ghirardelli; caricature Guido Baldini)

Nato coi baffi

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Gnoli che in città viene considerato come una delle espressioni più autentiche del Borgo, in realtà giunse da noi a seguito di … una fiumana del Marecchia. Era nato a Verucchio e, ci tiene molto a precisarlo, abitava dentro la Rocca malatestiana (frose come sfollato, dice qualche maligno): Nonostante i natali divenne presto un borghigiano a tutti gli effetti: mise su i mosconi al mare, gestì una trattoria, si appropriò di un perfetto eloquio da bar, divenne tifoso milanista (senza essere berlusconiano)… in realtà Gnoli, Pazzini Giovanni, è ottimo e valente tipografo; anche lui ideatore e prdouttore di popolari calendari.

(tratto da “Calendario 2010″, testi Mario Pasquinelli e Giuliano Ghirardelli; caricature Guido Baldini)

Quella cultura che ti toglie il sonno!

quarto

Quarto Morri aveva la sfortuna di essere ritornato – da anziano – nel borgo andando ad abitare proprio sopra il bar di Pierino. Pazienza d’inverno, ma d’estate… sotto la sua finestra si davano appuntamento i nottambuli più collaudati della città. Per giunta, da buon commerciante di pesce all’ingrosso (cozze, vongole e lumachine), ogni mattina si doveva alzare a buon ora. Per lui, putroppo, il riposo notturno era diventato ormai una chimera… ma c’era qualcosa di peggio: si doveva anche sorbire quelle infinite disquisizioni, tipiche dei parolai riminesi (loro si definivano intellettuali). Quarto, pur essendo tipo molto paziente, una notte esplose in una reazione inaspettata; e sulla testa dei malcapitati cadde di tutto, liquidi e solidi.

(tratto da “Calendario 2010″, testi Mario Pasquinelli e Giuliano Ghirardelli; caricature Guido Baldini)

P.R. ovvero Proletario Ripulito

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Orlando Gasperoni, prototipo del “borghigiano affermato”, divenne il presidente del comitato della Festa, allorchè questa si diede un’organizzazione ufficiale. Aveva indubbiamente una credibilità e una visibilità nella città che ci tornava utile: un “borghigiano da esportazione”, ben riuscito, dal portamento elegante! Un uomo – come si dice oggi – da Pubbliche Relazioni. In effetti Orlando, proletario purosangue, si era conquistato la simpatia della Rimini – bene, quella che girava intorno a Piazza Tre Martiri, nei cui pressi lui gestiva una caffetteria.

(tratto da “Calendario 2010″, testi Mario Pasquinelli e Giuliano Ghirardelli; caricature Guido Baldini)

Poche parole, molti piatti, tante amicizie

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Ercole, nel nostro giro, è conosciuto ed apprezzato per una sua caratteristica; anzi, per un primato: lui è l’unico borghigiano che abbia vissuto e partecipato, da protagonista attivo, a tutte le Feste del Borgo. Nella prima edizione aveva organizzato un fumoso, fastoso e festoso stand del pesce in piazza Padella. Dentro un piccolo rettangolo di tavolacci, Ercole guidava la sua troupe (oggi si dice staff), difendendola dal pacifico assalto della gente accorsa alla festa. La famiglia Scalesciani, di tradizione marinare, neldopoguerra a Rimini è sinonimo di validi idraulici: suo padre, Lino, aprì una bottega artigiana che diventò nel tempo una vera scuola per giovani idraulici (Nano, Giovanni, Silvano, Erio…). Anche Ercole divenne un apprezzato idraulico, tanto da insegnare la materia presso il Centro Zavatta dell’Enaip, per ben 35 anni.

(tratto da “Calendario 2010″, testi Mario Pasquinelli e Giuliano Ghirardelli; caricature Guido Baldini)

Bastian Contrario full-time

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All’ufficio anagrafe fu registrato come Elio Pasquini, classe 1911, ma per tutti era soltanto e Nin. E non si capisce come questo diminutivo da ragazzino tranquillo sia rimasto addosso per 79 anni a uno degli uomini più polemici, stravaganti e scorbutici in ci si potesse imbattere passeggiando per Rimini. Di umore mutevolissimo, a volte dava sfogo ad una vivacità pirotecnica esaltando la sua funzione di “blig d’la vèggia”, cioè di centro di attrazione della compagnia. Altre volte si chiudeva in un cupo silenzio, come se fosse immerso in profonde meditazioni da cui emergeva con un guizzo per lanciare una frecciata al primo che gli arrivasse a tiro (da un ricordo tracciato da Guido Nozzoli).

(tratto da “Calendario 2010″, testi Mario Pasquinelli e Giuliano Ghirardelli; caricature Guido Baldini)

Piero Angelini, detto Gambela, signorilità e bugie a getto continuo

gambela

Gambela non aveva limiti con la sua fantasia … non sempre in sintonia con la vita reale (da qui la nomea, peraltro affettuosa, di grande bugiardo).
Quella sera al Borgo si discuteva della scomparsa delle lucciole, e capitò che qualcuno organizzasse sedusta stante una spedizione a Secchiano, dove si diceva che ce ne fossero ancora. lo spettacolo che apparve ai nostri occhi fu sorprendente e poetico al massimo. A ridimensionare quella scoperta ci pensàò lui, con una uscita delle sue: ” Questo è niente, a confronto di quello che ho visto io, in una notte, dalla Muraglia cinese: un mare infinito di lucciole!”
E il Nin, guardandolo di traveso, esplose in un “purtel via, che a l’amaz!!

(tratto da “Calendario 2010″, testi Mario Pasquinelli e Giuliano Ghirardelli; caricature Guido Baldini)