Lungo le strade, sui balconi e alle finestre

In una Festa degli anni Ottanta si pensò di introdurre un cambiamento invece di realizzare la consueta mostra fotografica.  Al pittore Mauro Dall’Onda (abituale collaboratore della festa) fu affidato  il compito di dipingere sui muri del Borgo i personaggi più rappresentativi. L’intento era quello di offrire uno spaccato della realtà del quartiere. Si realizzarono così i primi murales, la cui tradizione partì proprio in quell’occasione. E furono dedicati ai “soggetti umani” , alle tipologie e alle situazioni che rappresentavano l’anima del Borgo: i fiaccheristi, i pescatori e imarinai, le lavandaie, gli anarchici, i rivoluzionari e i partigiani, gli artisti e i suonatori ambulanti…

Ecco una piccola antologia di muraes di quell’anno presenti sui muri della Casa Bianchi, in piazzetta Ortaggi e in via Chiavica, prima che il tempo, ed eventuali ristrutturazioni, li facessero scomparire.

L’orchestra del Borgo

orchestra
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I murales dedicati a Federico Fellini

Festa de Borg 1994: dopo la scomparsa di Federico Fellini, la Festa del ’94 è stata dedicata interamente a lui: per quella occasione vennero dipinti – da pittori riminesi e non – diversi
murales, che ritraevano scene tratte o liberamente ispirate ai suoi film. I dipinti vennero realizzati
in prevalenza sui muri delle case più vecchie (allora i proprietari di quelle intonacate da poco non erano disponibili a queste operazioni): pertanto quasi tutti i murales del ’94 sono purtroppo scomparsi, a seguito delle numerosissime ristrutturazioni avvenute successivamente. Oggi esistono solo i murales dipinti negli ultimi anni, oltre a quelli dedicati a temi non felliniani. Eccone un ricordo:

Scureza insiste nelle sue scorribande rumosose. sui muri di vi Ortaggi. Autore: Teresio Troll.

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Correva l’anno 1988, e la fantasia si impadronì del Borgo

pannello_viapadellaIl tema della Festa de Borg di quell’anno era liberamente (molto liberamente) ispirato al libro di Piero Meldini: “La Riminese”. il filo conduttore dell’evento era la donna nell’immaginario dei riminesi, ma soprattutto un omaggio ad alcune figure femminili: la donna matriarcale o erotica o felliniana… per molti uomini un nodo non risolto, come una sorta di fantasma da esorcizzare ed un enigma da sciogliere. Lasciando spazio – soprattutto – alle libere interpretazioni personali di chi partecipava alla creatività della Festa: infatti, il nostro Mauro Dall’onda si“scatenò” in una produzione vastissima di murales, tendaggi e pannelli che riempirono il paesaggio borghigiano. il Borgo quell’anno venne diviso in settori, ognuno dominato da un colore; a partire dall’ illuminazione pubblica: furono sostituite tutte le lampade esistenti con altre di colori diversi (gialle, rosse e verdi). Ogni via assunse un particolare aspetto, con disegni, pannelli, tende e lampade dello stesso colore.
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