Piero Chierighini, per 40 anni ci ha messo la faccia

pierino

Pierino è stato … il Borgo, per lo più di quarant’anni; spettatore e interprete delle più incredibili patacate. C’era lui in prima fila, dietro il bancone del Bar. Nel locale più esposto, più nottambulo, più borgataro che ci fosse. Il suo era il mitico Bar Auto, chiamato più comunemente il “bar di Pierino”. Il personaggio lo potevi trovare a qualsiasi ora del giorno e della notte, fatte salve le pochissime ore dedicate al riposo e … all’Inter.

(tratto da “Calendario 2010″, testi Mario Pasquinelli e Giuliano Ghirardelli; caricature Guido Baldini)

L’uomo-Graticola

illeone

Il Leone tutti i giorni scendeva in bicicletta dall’INA Casa (da quelle case popolari, costruite a Rimini negli anni’50 e ’60, che spopolarono il Borgo).
Il Leone passava prima a trovare la vecchia madre in via Ortaggi e, dopo, sempre nella stessa via, si fermava da Mazaset, due case più in là. Li c0era un punto di ritrovo, unico nel suo genere: ogni sera un trionfo di brodetti e di rustide di pesce. E Antonio Chierighini, il Leone, era quotidianamente impegnato a pulire e cuocere mazzole, sardoni, sogliole…
Sul lavabo di quel cortiletto c’era sempre del pesce per la serata o per il giorno dopo: non si doveva perdere nessuna occasione per stare insime agli amici.

(tratto da “Calendario 2010″, testi Mario Pasquinelli e Giuliano Ghirardelli; caricature Guido Baldini)

Dino, affabulatore e critico d’arte

dino
Il Borgo, il Calcio e la Pittura: le tre passioni nella vita di Dino Spadoni. Quattro con Pia, Anche lui è passato dalle scuole del Cortilone, l’Alma Mater del Borgo San Giuliano. Oggi è uno dei “senatori” più ascoltati ed apprezzati nella cerchia borghigiana.
Nella caricatura di Baldini, il nostro Dino ricorda un po’ il personaggio Jaruzelski (premier della Polonia comunista): in realtà, nel tempo, le sue simpatie sono andate sempre più verso l’anarchia, quella romantica e cavalleresca.

(tratto da “Calendario 2010″, testi Mario Pasquinelli e Giuliano Ghirardelli; caricature Guido Baldini)

Ettore Parmeggiani, il grande Tenore nativo del Borgo

parmeggianiQuando nel 1960 costruirono il grande villaggio Ina-Casa, in fondo a viale Dario Campana, furono tanti i borghigiani che si trasferirono là, abbandonando le vecchie case, a volte anche fatiscenti, per quei nuovi appartamenti frutto di un ‘edilizia popolare questa volta veramente coi fiocchi.

Per la Liliana Nicoletti, per l’ Ernesta ad Parcioc, per il Leone, e per tanti altri iniziò come un’altra vita, anche se, tra loro, non pochi hanno continuato a fare la spola tra Largo Bordoni e il Borgo San Giuliano. Noi siamo andati a trovare, in un pomeriggio di questa estate, la Liliana nella sua bella casa, proprio nel cuore del Villaggio. a due passi dal fiume.

L’argomento di questo nostro primo incontro era legato a quel grande personaggio, nativo del Borgo, che fu il tenore Ettore Panneggiani, suo cognato:  lei infatti sposò Gino (Ciani), il fratello di Ettore.

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Sante, Il giornalaio del Borgo

Foi de Borg, gennaio 2007, p.7

Il giornalaio del Borgo

Era quella di Sante, il giornalaio, che portava le notizie del mondo nella nostra piccola comunità. Spingeva un carretto nel quale facevano mostra di sé riviste e quotidiani variopinti (il rosa della Gazzetta e il verde di Stadio), che catturavano la nostra attenzione e ci affascinavano. “Giornali!” cantava il messaggero calvo, e raccontava le storie accadute vicino e lontano.

La televisione ancora non esisteva. Era solo la radio a farci vivere le emozioni più grandi: “Un uomo solo al comando! La sua maglia è bianco-celeste. Il suo nome è Fausto Coppi!”

L’edicola era all’ingresso del ponte, a sinistra. Lì le donne del Borgo compravano i loro sogni romantici: Grand Hotel, Bolero Film e, se non avevano i soldi, chiedevano a Sante il permesso di sfogliare in fretta il giornaletto per sapere come andava a finire la vicenda di cuori infranti: un intervallo rosa in una vita grigia e difficile.

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Giuliano Maroncelli: da ogni cosa sa trarre un’immagine piacevole

da: Foi de Borg – luglio 2008, p.2

giuliano maroncelli

Giuliano ha 65 anni. Sposato, con tre figli,ha lavorato una vita come disegnatore tecnico alle dipendenze dell’Enel di Ravenna.

E’ stato un lavoratore – studente, riuscendo a prendere il diploma da geometra mentre faceva il pendolare fra Rimini e la città in cui lavorava. Gli anni li porta bene, se non fosse peri capelli e per il naso, così come è confermato dal suo autoritratto. Anche lui ci tiene a rimarcare che era povero in origine, quasi vantandosi della miseria passata. Oggi, invece, la povertà viene vissuta come una colpa.

La sua era una famiglia con quattro figli. Di cui tre – e la cosa è curiosa – pittori molto conosciuti a Rimini. A lui questa passione è nata durante le elementari.

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