Quella cultura che ti toglie il sonno!

quarto

Quarto Morri aveva la sfortuna di essere ritornato – da anziano – nel borgo andando ad abitare proprio sopra il bar di Pierino. Pazienza d’inverno, ma d’estate… sotto la sua finestra si davano appuntamento i nottambuli più collaudati della città. Per giunta, da buon commerciante di pesce all’ingrosso (cozze, vongole e lumachine), ogni mattina si doveva alzare a buon ora. Per lui, putroppo, il riposo notturno era diventato ormai una chimera… ma c’era qualcosa di peggio: si doveva anche sorbire quelle infinite disquisizioni, tipiche dei parolai riminesi (loro si definivano intellettuali). Quarto, pur essendo tipo molto paziente, una notte esplose in una reazione inaspettata; e sulla testa dei malcapitati cadde di tutto, liquidi e solidi.

(tratto da “Calendario 2010″, testi Mario Pasquinelli e Giuliano Ghirardelli; caricature Guido Baldini)

P.R. ovvero Proletario Ripulito

orlando

Orlando Gasperoni, prototipo del “borghigiano affermato”, divenne il presidente del comitato della Festa, allorchè questa si diede un’organizzazione ufficiale. Aveva indubbiamente una credibilità e una visibilità nella città che ci tornava utile: un “borghigiano da esportazione”, ben riuscito, dal portamento elegante! Un uomo – come si dice oggi – da Pubbliche Relazioni. In effetti Orlando, proletario purosangue, si era conquistato la simpatia della Rimini – bene, quella che girava intorno a Piazza Tre Martiri, nei cui pressi lui gestiva una caffetteria.

(tratto da “Calendario 2010″, testi Mario Pasquinelli e Giuliano Ghirardelli; caricature Guido Baldini)

Poche parole, molti piatti, tante amicizie

ercole

Ercole, nel nostro giro, è conosciuto ed apprezzato per una sua caratteristica; anzi, per un primato: lui è l’unico borghigiano che abbia vissuto e partecipato, da protagonista attivo, a tutte le Feste del Borgo. Nella prima edizione aveva organizzato un fumoso, fastoso e festoso stand del pesce in piazza Padella. Dentro un piccolo rettangolo di tavolacci, Ercole guidava la sua troupe (oggi si dice staff), difendendola dal pacifico assalto della gente accorsa alla festa. La famiglia Scalesciani, di tradizione marinare, neldopoguerra a Rimini è sinonimo di validi idraulici: suo padre, Lino, aprì una bottega artigiana che diventò nel tempo una vera scuola per giovani idraulici (Nano, Giovanni, Silvano, Erio…). Anche Ercole divenne un apprezzato idraulico, tanto da insegnare la materia presso il Centro Zavatta dell’Enaip, per ben 35 anni.

(tratto da “Calendario 2010″, testi Mario Pasquinelli e Giuliano Ghirardelli; caricature Guido Baldini)

Bastian Contrario full-time

e nin

All’ufficio anagrafe fu registrato come Elio Pasquini, classe 1911, ma per tutti era soltanto e Nin. E non si capisce come questo diminutivo da ragazzino tranquillo sia rimasto addosso per 79 anni a uno degli uomini più polemici, stravaganti e scorbutici in ci si potesse imbattere passeggiando per Rimini. Di umore mutevolissimo, a volte dava sfogo ad una vivacità pirotecnica esaltando la sua funzione di “blig d’la vèggia”, cioè di centro di attrazione della compagnia. Altre volte si chiudeva in un cupo silenzio, come se fosse immerso in profonde meditazioni da cui emergeva con un guizzo per lanciare una frecciata al primo che gli arrivasse a tiro (da un ricordo tracciato da Guido Nozzoli).

(tratto da “Calendario 2010″, testi Mario Pasquinelli e Giuliano Ghirardelli; caricature Guido Baldini)

Piero Angelini, detto Gambela, signorilità e bugie a getto continuo

gambela

Gambela non aveva limiti con la sua fantasia … non sempre in sintonia con la vita reale (da qui la nomea, peraltro affettuosa, di grande bugiardo).
Quella sera al Borgo si discuteva della scomparsa delle lucciole, e capitò che qualcuno organizzasse sedusta stante una spedizione a Secchiano, dove si diceva che ce ne fossero ancora. lo spettacolo che apparve ai nostri occhi fu sorprendente e poetico al massimo. A ridimensionare quella scoperta ci pensàò lui, con una uscita delle sue: ” Questo è niente, a confronto di quello che ho visto io, in una notte, dalla Muraglia cinese: un mare infinito di lucciole!”
E il Nin, guardandolo di traveso, esplose in un “purtel via, che a l’amaz!!

(tratto da “Calendario 2010″, testi Mario Pasquinelli e Giuliano Ghirardelli; caricature Guido Baldini)

Piero Chierighini, per 40 anni ci ha messo la faccia

pierino

Pierino è stato … il Borgo, per lo più di quarant’anni; spettatore e interprete delle più incredibili patacate. C’era lui in prima fila, dietro il bancone del Bar. Nel locale più esposto, più nottambulo, più borgataro che ci fosse. Il suo era il mitico Bar Auto, chiamato più comunemente il “bar di Pierino”. Il personaggio lo potevi trovare a qualsiasi ora del giorno e della notte, fatte salve le pochissime ore dedicate al riposo e … all’Inter.

(tratto da “Calendario 2010″, testi Mario Pasquinelli e Giuliano Ghirardelli; caricature Guido Baldini)

L’uomo-Graticola

illeone

Il Leone tutti i giorni scendeva in bicicletta dall’INA Casa (da quelle case popolari, costruite a Rimini negli anni’50 e ’60, che spopolarono il Borgo).
Il Leone passava prima a trovare la vecchia madre in via Ortaggi e, dopo, sempre nella stessa via, si fermava da Mazaset, due case più in là. Li c0era un punto di ritrovo, unico nel suo genere: ogni sera un trionfo di brodetti e di rustide di pesce. E Antonio Chierighini, il Leone, era quotidianamente impegnato a pulire e cuocere mazzole, sardoni, sogliole…
Sul lavabo di quel cortiletto c’era sempre del pesce per la serata o per il giorno dopo: non si doveva perdere nessuna occasione per stare insime agli amici.

(tratto da “Calendario 2010″, testi Mario Pasquinelli e Giuliano Ghirardelli; caricature Guido Baldini)

Dino, affabulatore e critico d’arte

dino
Il Borgo, il Calcio e la Pittura: le tre passioni nella vita di Dino Spadoni. Quattro con Pia, Anche lui è passato dalle scuole del Cortilone, l’Alma Mater del Borgo San Giuliano. Oggi è uno dei “senatori” più ascoltati ed apprezzati nella cerchia borghigiana.
Nella caricatura di Baldini, il nostro Dino ricorda un po’ il personaggio Jaruzelski (premier della Polonia comunista): in realtà, nel tempo, le sue simpatie sono andate sempre più verso l’anarchia, quella romantica e cavalleresca.

(tratto da “Calendario 2010″, testi Mario Pasquinelli e Giuliano Ghirardelli; caricature Guido Baldini)

Lungo le strade, sui balconi e alle finestre

In una Festa degli anni Ottanta si pensò di introdurre un cambiamento invece di realizzare la consueta mostra fotografica.  Al pittore Mauro Dall’Onda (abituale collaboratore della festa) fu affidato  il compito di dipingere sui muri del Borgo i personaggi più rappresentativi. L’intento era quello di offrire uno spaccato della realtà del quartiere. Si realizzarono così i primi murales, la cui tradizione partì proprio in quell’occasione. E furono dedicati ai “soggetti umani” , alle tipologie e alle situazioni che rappresentavano l’anima del Borgo: i fiaccheristi, i pescatori e imarinai, le lavandaie, gli anarchici, i rivoluzionari e i partigiani, gli artisti e i suonatori ambulanti…

Ecco una piccola antologia di muraes di quell’anno presenti sui muri della Casa Bianchi, in piazzetta Ortaggi e in via Chiavica, prima che il tempo, ed eventuali ristrutturazioni, li facessero scomparire.

L’orchestra del Borgo

orchestra
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