XIX° FESTA DE BORG: TIBERIO TEIN BOTA

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XIX° FESTA DE BORG: TIBERIO TEIN BOTA

Ovvero: quanta acqua e’ passata sotto i ponti, ma anche di gente sopra…
6/7 Settembre 2767 a.U.c. *

Augusto alla FestaAlla Festa per i suoi 2000 anni sta arrivando anche il suo fondatore, l’imperatore Giulio Ottaviano Augusto. E tu che fai, non vieni??
Guarda il video!

 

Un giovane ponte di 2000 anni

XIX Festa de Borg

Nell’anno in cui abbiamo mandato in soffitta il ponte di via Coletti che ha “egregiamente servito” la città per circa 50 anni – e siamo ai tempi supplementari della vita dell’opera-, il ponte Tiberio è -invece a tutt’oggi- ancora un giovane ponte di 2000 anni.
Non è mai andato in pensione: quante ne ha viste.
Quanti anni sono passati da quelle lontane calende di settembre del 14 d.C. Quanta acqua ne è passata sotto i ponti, si direbbe.
Tanta. Tanta davvero.

IL PROGRAMMA DELLA FESTA:

HAPPY BIRTHDAY’S WATER SQUARE: GLI SPETTACOLI DELL’INVASO

Centro nevralgico per le celebrazioni del compleanno del ponte sarà la Piazza d’acqua dell’invaso, che sabato e domenica sera verrà interamente dedicata – tra concerti e spettacoli – ai festeggiamenti dei 2000 anni di vita del ponte.

 

Sabato:
La Bimillenaria Kitch Parade e lo spettacolo di Video Bridge Mapping.

sabato

 

Domenica:
Gran Concerto di Gala, “Happy birthday to you… mr. Tiberio!” e fuochi d’artificio con concerto live.

domenica

 

IN SAECULA SAECULORUM… AMEN!
Allestimenti nelle piazze e stand gastronomici

Cinque le arcate e cinque le piazze del borgo che raccoglieranno tutte le epoche che hanno transitato sopra il ponte dai Romani che l’anno costruito alla contemporaneità che per tenere fede a un impegno di sostenibilità e rispetto lo chiuderà al transito veicolare per ridarlo a tutti i cittadini.

roma_imperiale medioevo risorgimento
secolo_breve oggi

 

*Il calendario romano era considerevolmente diverso da quello moderno: prima della riforma di Giulio Cesare, aveva inizio a marzo (infatti settembre,  ottobre, novembre e dicembre erano rispettivamente settimo, ottavo, nono e decimo mese) e, almeno per gran parte dell’età repubblicana, non identificava gli anni con dei numeri, come al giorno d’oggi, bensì con il nome dei consoli quell’anno al potere (es: Titio Caioque consulibus). L’abitudine di attribuire ad ogni anno un numero prese piede verso la fine dell’età repubblicana,  quando Varrone calcoló il 21 Aprile del 753 a.C. come data di fondazione di Roma. Questo portó all’assegnazione ad ogni anno di un numero seguito dalla sigla a.U.c (ab Urbe condita, dalla fondazione della città), paragonabile al moderno d.C. o a.D. Per quanto riguarda il numero da assegnare ai giorni del mese, i romani non lo calcolavano a partire dall’inizio del mese, come i moderni,  bensì contando i giorni mancanti ad alcune date fisse: le calende, le none e le idi del mese. Queste a settembre cadono rispettivamente il primo, quinto e tredicesimo giorno del mese. Per tale motivo,  vista l’abitudine romana di contare anche il primo numero in una differenza fra i giorni (per cui per loro il 5 è il quinto giorno prima del 9 del mese), risulta che il 6 e il 7 settembre sarebbero stati identificati rispettivamente come “il giorno dopo le none” e “il settimo giorno prima delle idi”