{"id":600,"date":"2013-11-19T15:13:36","date_gmt":"2013-11-19T15:13:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/?p=600"},"modified":"2020-08-31T09:09:43","modified_gmt":"2020-08-31T09:09:43","slug":"lungo-le-strade-sui-balconi-e-alle-finestre","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.societadeborg.it\/?p=600","title":{"rendered":"Lungo le strade, sui balconi e alle finestre"},"content":{"rendered":"<p>In una Festa degli anni Ottanta si pens\u00f2 di introdurre un cambiamento invece di realizzare la consueta mostra fotografica. \u00a0Al pittore Mauro Dallonda (abituale collaboratore della festa) fu affidato \u00a0il compito di dipingere sui muri del Borgo i personaggi pi\u00f9 rappresentativi. L&#8217;intento era quello di offrire uno spaccato della realt\u00e0 del\u00a0quartiere.\u00a0Ecco una piccola antologia di muraes di quell&#8217;anno presenti sui muri della Casa Bianchi,\u00a0in piazzetta Ortaggi e in via Chiavica, prima che il tempo, ed eventuali ristrutturazioni, li facessero scomparire.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;orchestra del Borgo<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/orchestra.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-601\" src=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/orchestra.jpg\" alt=\"orchestra\" width=\"630\" height=\"445\" srcset=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/orchestra.jpg 700w, http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/orchestra-300x211.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><\/a><br \/>\n<!--more--><br \/>\nLa foto ritrae, insieme, il dipinto di casa Bianchi e uno scorcio di Via Ortaggi, con in penombra l &#8216; indimenticabile Iolanda, seduta di frome alla sua casa, dove &#8211; sulla strada &#8211; impagliava le sedie.\u00a0I personaggi ritratti sono i componenti della famosa &#8220;orchestrina&#8221; del Circolo che, l\u00ec, furoreggiava negli anni\u00a0Cinquanta . Il primo a sinistra, col mandolino, \u00e8 Mario Marchionni, meglio conosciuto come <em>Mario dla Benda<\/em> (un\u00a0suonatore ambulante di professione. che girava per le trattorie del Borgo): al centro, con la chitarra, \u00a0<em>La paca<\/em>\u00a0Valmaggi. \u00a0Alla batteria: Aldo Petroncini (gestore del Circolo 1\u00b0 Maggio), specializzato anche come spassoso\u00a0&#8220;rumorista&#8221; (sordini, imitazioni di strumenti&#8230;). Spesso \u00a0a loro si univa <em>La cioca<\/em> Lino Angelini (detto anche\u00a0<em>Scozzoli<\/em>), che suonava il contrabbasso: ricordiamo uno scherzo &#8211; ai suoi danni &#8211; fatto da un burlone \u00a0che gli riemp\u00ec\u00a0di pip\u00ec lo strumento&#8230; lui continuava a strimpellare ma la musica usciva distorta&#8230;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/venditori.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-608\" src=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/venditori.jpg\" alt=\"venditori\" width=\"630\" height=\"446\" srcset=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/venditori.jpg 700w, http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/venditori-300x212.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Giovanni Benzi, &#8220;<em>Zvan dei bomboloni<\/em>&#8220;, (il dipinto si trovava vicino al portone di casa Bianchi), apparteneva ad una famiglia dedita alla produzione casalinga e alla vendita ambulate di dolciumi. La moglie, Rosa Marigniani, <em>la Sorda<\/em>, girava in spiaggia con la cesta piena di maritozzi, bomboloni, liquirizie&#8230; La sorella era la famosa <em>Rosina de pount<\/em>, che con la sua botteguccia alimentava la bramosia di tanti bambini. Altri nel rione facevano lo stesso mestiere (Bonci, Ruggero&#8230; ).<\/p>\n<p><strong>Le nostre Glorie<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/martiri.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-609\" src=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/martiri.jpg\" alt=\"martiri\" width=\"500\" height=\"718\" srcset=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/martiri.jpg 500w, http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/martiri-208x300.jpg 208w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Con la Bandiera rossa la vento Mario cappelli, militante comunista, uno dei &#8220;tre martiri&#8221;: abitava in via Gervasoni, dietro la Marianna. Seduti, GinoMontanari <em>Ciacareina<\/em> e Ado Gasperoni <em>Gasparoun<\/em> (con il pugno alzato): testimoni di un&#8217;anarchia dal volto umano, ferma ma incapace di nuocere ad alcuno. Il disegno riproduce con molta fedelt\u00e0 una foto storica di Gilberto Ceccarelli pubblicata nel libro &#8220;Rimini aperta&#8221; curato da Alberto de Giovanni, a sua volta figlio di Oberdan, un anarchico gentiluomo.<\/p>\n<p><strong>Professione lavandaia<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/lavandaie.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-610\" src=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/lavandaie.jpg\" alt=\"lavandaie\" width=\"630\" height=\"440\" srcset=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/lavandaie.jpg 700w, http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/lavandaie-300x209.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Se agli inizi del secolo gli uomini del Borgo lavoravano come fiaccheristi, marinai, braccianti o pescatori, le donne,oltre\u00a0a fare le <em>azdore<\/em>, praticavano, in molte, il mestiere di lavandaia. Il fiume, attorno al ponte di Tiberio, era un&#8217;unica grande\u00a0distesa di panni al sole: l\u00ec tutte le borghigiane imparavano, a partire dalle proprie necessit\u00e0, a fare il bucato. Poi, questo\u00a0lavoro veniva anche fatto su commisione, fino a permettere al le pi\u00f9 brave di trovare occupazione negli alberghi o presso\u00a0famiglie benestanti. Le pi\u00f9 famose fra loro: la <em>Bireina<\/em>, la <em>Nina Cioda<\/em>, la <em>Bina<\/em>, la <em>Sterina<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/matto.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-611\" src=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/matto.jpg\" alt=\"muzio\" width=\"630\" height=\"649\" srcset=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/matto.jpg 700w, http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/matto-291x300.jpg 291w\" sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Muzio Giolito \u00e8 protagonista di una storia drammatica: fu uno dei 31 arrestati, tra socialisti ed anarchici, in seguito al <a href=\"http:\/\/www.guidadirimini.it\/Storia\/Rimini\/Delitto-Platania.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">delitto Platania<\/a>. Innocente, venne scarcerato dopo alcuni mesi. L&#8217;esperienza lo segn\u00f2 per tutta la vita: venne poi ricoverato in un ospedale psichiatrico e la sua esistenza fu un continuo tormento. Negli anni Cinquanta era diventato, per i bambini della piazzetta de fountanon, un personaggio familiare: se ne stava tutto il giorno seduto davanti alla sua casa a far compagnia ai piccoli borghigiani, recitando poesie scritte durante i lunghi ricoveri, peccato non aver pi\u00f9 alcuna testimonianza di quegli scritti.<\/p>\n<p><strong>I marinai abitavano qui, tra San Giuliano e Borgo Marina<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/marinai2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-613\" src=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/marinai2.jpg\" alt=\"marinai2\" width=\"630\" height=\"411\" srcset=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/marinai2.jpg 700w, http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/marinai2-300x195.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Lui \u00e8 Francesco Cichinoun, della famiglia Chierighini, proveniente dal Veneto, che prima risiedevano in Borgo Marina, tutti naviganti di lungo corso o pescatori. Francesco, durante l&#8217;ultima guerra, era imbarcato sul brigantino &#8220;Ges\u00f9 e Maria&#8221;, che venne affondato da un sommergibile greco. Unici superstiti: <em>Cichinoun<\/em> e il <em>Bellariese<\/em>.Altri componenti della famiglia avevano questi soprannomi: <em>Pasticer<\/em>, <em>Dimel<\/em>, <em>Dighedoun<\/em>, <em>Foza<\/em>, la <em>Mangia Bicier<\/em>, <em>La Foca<\/em>, <em>Morazdaverie<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Aglio, olio e malocchio<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/dolci1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-624\" src=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/dolci1.jpg\" alt=\"dolci\" width=\"630\" height=\"491\" srcset=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/dolci1.jpg 700w, http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/dolci1-300x234.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><\/a><br \/>\nNotate i particolari : il gatto nero e l&#8217;aglio, simboli di un esoterismo alla buona. Si favoleggiava nel Borgo di una venditrice ambulame di frutta, conosciuta per altri motivi: toglieva il malocchio! Faceva grande uso, appunto, di corone di aglio (da mettere intorno al collo) e di olio da versare sull&#8217;acqua: inoltre provvedeva a strane misurazioni del corpo con lo spago, ecc. ecc. Tra le contrade erano numerose &#8220;qnelle che facevano le carte&#8221;: sapevano consolare chi era in cerca di facili sogni o di possibili spiegazioni! Nulla a che vedere con i &#8220;maghi&#8221; di oggi, che puntano a turlupinare i poveri ingenui.<\/p>\n<p><strong>Da vetturai a tassisti<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/fiaccherai.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-615\" src=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/fiaccherai.jpg\" alt=\"fiaccherai\" width=\"630\" height=\"757\" srcset=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/fiaccherai.jpg 700w, http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/fiaccherai-249x300.jpg 249w\" sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><\/a><br \/>\nI fiaccheristi, i carrettieri e i maniscalchi non erano pochi. Quella volta abitavano, soprattutto. In piazzetta Bernardini, chiamata <em>Gabena\u00a0<\/em>dal soprannome della famiglia\u00a0che li possedeva case e stalle. Anche Gustavo Perazzini, un\u00a0<em>Gabena<\/em> (a destra nel dipinto), apparteneva a quella dinastia.\u00a0Con lui \u00e8 ritratto <em>Gino ad Manzena<\/em>. un personaggio che sembra uscito dalle pagine di un romanzo ottocentesco: candido e semplice, a disposizione dei vetturai per qualsiasi piccola incombenza: non voleva essere pagato. Gli bastava stare con i cavalli perch\u00e9 amava tutti gli animali, ed era conosciuto anche come <em>tosacani<\/em>.\u00a0Dal dopoguerra, pian piano, i &#8220;cavallari&#8221; si trasformarono in\u00a0tassisti: e la Stazione di Rimini sembrava una succursale del Borgo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una Festa degli anni Ottanta si pens\u00f2 di introdurre un cambiamento invece di realizzare la consueta mostra fotografica. \u00a0Al pittore Mauro Dallonda (abituale collaboratore della festa) fu affidato \u00a0il compito di dipingere sui muri del Borgo i personaggi pi\u00f9 rappresentativi. 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