{"id":557,"date":"2013-11-13T15:01:07","date_gmt":"2013-11-13T15:01:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/?p=557"},"modified":"2013-11-13T15:30:43","modified_gmt":"2013-11-13T15:30:43","slug":"ercole-scalesciani-patron-incontrastato-della-cucina-borghigiana","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.societadeborg.it\/?p=557","title":{"rendered":"Ercole Scalesciani, patron incontrastato della cucina borghigiana"},"content":{"rendered":"<p>Anche la nascita della Festa del Borgo si allontana nel tempo. Sembrava una cosa dell&#8217;altro ieri. Ed invece sono gi\u00e0 passati 27 anni da quell&#8217;estate in cui la borgata decise di avventurarsi in una storia che a volte, a ripensarci, appare incredibile.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/scalesciani_raffaella.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-558\" alt=\"scalesciani_raffaella\" src=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/scalesciani_raffaella.jpg\" width=\"493\" height=\"364\" srcset=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/scalesciani_raffaella.jpg 493w, http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/scalesciani_raffaella-300x221.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 493px) 100vw, 493px\" \/><\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Riflettendoci bene potremmo anche azzardare che- in quell&#8217;estate del 1979- il Borgo in fondo celebrava se stesso, proprio nel momento in cui la sua storia pi\u00f9 forte, pi\u00f9 spontanea e pi\u00f9 dura, pi\u00f9 povera, stava per finire: in quegli anni la comunit\u00e0 borghigiana iniziava &#8220;a rompere le righe&#8221;, a disgregarsi, a superare e abbandonare quello stato di necessit\u00e0 che l&#8217;aveva tenuta unita (e segregata) per generazioni e generazioni. Ma, allora, circolavano altre idee. Anzi, si puntava sulla continuit\u00e0. La storia popolare e proletaria, che l\u00ec era stata vissuta ed interpretata in maniera galvanizzante, appariva un prologo perfetto per una trasformazione politica e sociale su vasta scala. Se altrove si guardava alla Fiat, con il suo esercito di operai in lotta, qui a Rimini a catalizzare le aspettative dei &#8216;contestatori&#8217; c&#8217;era il Borgo rosso ed anarchico: la sua leggenda infiammava i cuori delle varie schiere di militanti (eravamo tutto sommato ancora &#8211; se pur per poco- negli agguerriti anni Settanta!).<\/p>\n<p>Le cose fortunatamente presero un&#8217;altra piega, pi\u00f9 tranquilla. Prevalse il buon senso, ovunque. E anche la nostra Festa fu in fondo, a partire soprattutto dalla sua prima edizione, una grande iniziativa di &#8220;riconciliazione&#8221;: il Borgo si riconciliava con la Citt\u00e0 (in passato vista come spavaldamente ricca e sopraffattrice), quella posta oltre il ponte di Tiberio.<\/p>\n<p>ln quel magico settembre del &#8217;79 i rimininesi attraversarono il ponte ed abbracciarono, non solo metaforicamente, la gente del Borgo. Chi interpret\u00f2 con grande slancio (ma gli altri non furono da meno) questa inconsapevole &#8216;riappacificazione&#8217; fu proprio Ercole Scalesciani che, alla guida degli improvvisati stand gastronomici aveva a fianco, quasi come aiutante personale, il &#8216;cittadino&#8217; Gianni Mandolesi: un personaggio amabile (putroppo prematuramente scomparso), allora conosciutissimo nella citt\u00e0 come simpatico e strampalato intrattenitore, e come esponente di una giovent\u00f9 decisamente di destra. Assieme, Ercole alto e Gianni pi\u00f9 piccolo e rotondo, sembravano, nel loro agitarsi tra le piazzette e le stradine di San Giuliano, una riedizione borghiagiana di Don Chisciotte e Sancio Panza.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/scalesciani.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-567\" style=\"margin-left:10px;\" alt=\"Ercole Scalesciani\" src=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/scalesciani-245x300.jpg\" width=\"245\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/scalesciani-245x300.jpg 245w, http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/scalesciani.jpg 508w\" sizes=\"(max-width: 245px) 100vw, 245px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ma Ercole, nel nostro giro, \u00e8 conosciuto ed apprezzato anche per un&#8217; altra caratteristica; anzi, per un &#8220;primato&#8221;: lui \u00e8 forse (diciamo forse perch\u00e9 la cosa \u00e8 tutta da verificare) l&#8217;unico borghigiano che abbia vissuto e partecipato, da protagonista attivo, a tutte le Feste del Borgo. Assieme al Leone, precisa lo stesso Ercole. Ben quindici!<\/p>\n<p>In quella prima edizione aveva organizzato un fumoso, fastoso e festoso stand del pesce in piazza Padella. Dentro un piccolo rettangolo di tavolacci (l&#8217;anno dopo lo stesso stand riprodusse e&#8217;diavulein, una piccola e famosa batena di pescatori, tra un tripudio di reti e attrezzi marinari) Ercole guidava la sua troupe (oggi si direbbe staff), difendendola dal pacifico assalto della gente accorsa alla festa. Ma anche altri erano i suoi impegni: aveva la responsabilit\u00e0 generale dell&#8217;approvvigionamento gastronomico di tutti gli stand. Un compito, quest&#8217;ultimo, che in seguito pass\u00f2 a Marcello e, ultimamente, alla Miriam, che a sua volta si avvale dell &#8216;esperienza del nostro personaggio. La famiglia Scalesciani, di tradizioni marinare, nel dopoguerra a Rimini \u00e8 sinonimo di validi idraulici: suo padre, Lino, apr\u00ec una bottega artigiana che divent\u00f2 nel tempo una vera scuola per giovani idraulici (Nano, Giovann i, Si lva no, Erio &#8230; ). Anche Ercole divenne un apprezzato idraulico, tanto da insegnare la materia presso il Centro Zavatta dell&#8217;Enaip per ben 35 anni.<\/p>\n<p>Ma il suo grande hobby \u00e8 stata, ed \u00e8 tuttora, la cucina, marinara, ben s&#8217;intende. Sulla scia di una tradizione borghigiana che vedeva gli uomini impegnati da sempre nella cottura del pesce. &#8216;&#8221;Ho imparato a cucinare sulla barca da pesca di mio padre. la Raffaella. che nel tempo libero era il ritrovo di tanti borghigiani appassionati di mare: Zigher, Pipoun, il Leone, Alfio, mio zio Colombo, Schipa, Loffa, Capucci &#8230; Dopo aver pescato, a bordo della Raffaella pulivamo il pesce e lo cucinavamo, e in particolare si faceva il brodetto o il risotto &#8230; a volte la rustida, in particolare sulla banchina del porto. Questa mia passione l&#8217;ho esercitata, logicamente, anche nel Borgo, soprattutto fra gli amici del cosiddetto Clubino, nel cortile di casa Bianchi, che per alcuni anni fu sede della Societ\u00e0 de&#8217; Borg&#8221;. Questo suo ruolo lo poneva spesso e volentieii al centro di un giro di amicizie e di serate. Un uomo di poche parole, ma di molti fatti, e di altrettanta generosit\u00e0.<\/p>\n<p>Grazie a questa sua disponibilit\u00e0 le sue frequentazioni andavano ben oltre il Borgo.Basta ricordare il suo forte legame con e&#8217; Nin (Elio Pasquini), con Giorgio Stambazzi, Gianni Mandolesi e .. . Lucio Battisti. S\u00ec, proprio lui, l&#8217; impareggiabile cantautore. Tutti stregati dalla sua cucina, e dal suo senso dell&#8217;amicizia, al tempo stesso discreta e coinvolgente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche la nascita della Festa del Borgo si allontana nel tempo. Sembrava una cosa dell&#8217;altro ieri. 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