{"id":550,"date":"2013-11-13T14:30:14","date_gmt":"2013-11-13T14:30:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/?p=550"},"modified":"2013-11-13T15:32:24","modified_gmt":"2013-11-13T15:32:24","slug":"quando-la-scuola-decio-raggi-entro-in-guerra","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.societadeborg.it\/?p=550","title":{"rendered":"Quando la scuola Decio Raggi entr\u00f2 in guerra"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il racconto di Dino Spadoni &#8211; Foi de Borg &#8211; aprile 2008, p.8<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/classe_decio_raggi.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-555 alignnone\" alt=\"classe_decio_raggi\" src=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/classe_decio_raggi.jpg\" width=\"600\" height=\"280\" srcset=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/classe_decio_raggi.jpg 600w, http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/classe_decio_raggi-300x140.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La scuola Decio Raggi venne inaugurata con la\u2026 mia terza. Frequentavo, appunto, la terza elementare quando nel 1939 l\u2019anno scolastico l\u2019ho vissuto nella nuova sede, imponente, moderna ed austera. C\u2019era un abisso con il vecchio e cadente edificio scolastico: il Cortilone del prete, la nostra \u201calma mater\u201d. L\u00ec il riscaldamento &#8211; si fa per dire &#8211; era garantito da vecchie stufe di terracotta, in ambienti pieni di spifferi. La nostra grande meraviglia fu quella di trovarci di fronte ai termosifoni (visti per la prima volta!), aule e corridoi immensi, pavimenti in linoleum, bagni spaziosi e ben tenuti. E poi la palestra, con i suoi attrezzi\u2026Anche i docenti erano diversi!<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p><strong>Alla Decio Raggi prevalevano i maestri, obbligatoriamente in camicia nera<\/strong>, in un clima progressivamente sempre pi\u00f9 militaresco: Torquato Travigini &#8211; il mio insegnante &#8211; lo ricordo come persona bassa e tarchiata, \u201cun barilotto\u201d, aveva partecipato alla prima guerra mondiale fra gli Arditi, e nel suo stipetto, come i colleghi, aveva in dotazione l\u2019elmetto da pompiere, l\u2019accetta e la maschera anti-gas.<\/p>\n<p><strong>Nessuno di loro, logicamente, era tenero<\/strong>. Allora l\u2019insegnamento era improntato ad una forte rigidit\u00e0. Un giorno, uno dei fratelli Carpi, prima che arrivasse il maestro si era introdotto per gioco in quello stipetto, rinchiudendosi all\u2019interno. Entr\u00f2 all\u2019improvviso Travagini e, come al solito, procedette all\u2019appello. Con gli occhiali spessi da miope, a fondo di bottiglia. Il nostro amico, tutto impaurito, era rimasto immobile dentro il suo rifugio. E quando arriv\u00f2 al nome di Carpi\u2026 nessuno rispose, mentre noi, dispettosi, tutti insieme, in silenzio, puntammo il dito verso lo stipetto! Il maestro, capita l\u2019antifona, si diresse verso l\u2019armadietto, lo apr\u00ec etir\u00f2 fuori il malcapitato riempiendolo di botte!<\/p>\n<p>\u201c<em>Me a ne so d\u00ec sl\u2019era brev, us racunteva tot i d\u00e9 dal batai cl\u2019aveva fat a Caporetto<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Portava ancora i segni delle bruciature al viso, provocate dai gas durante la guerra di trincea.<\/p>\n<p>Anche gli altri maestri usavano metodi analoghi: ad esempio, a Mario Sancisi ui amenca ancora un ciof ad cavel, frutto di un intervento punitivo da parte del suo insegnante; altri docenti, invece,si accontentavano di piccole corv\u00e9, come quando a turno due ragazzi dovevano andare a vangare l\u2019orto del maestro nel quartiere Fiorani\u2026<\/p>\n<p><strong>Non sempre, per\u00f2 i maestri potevano fare quello che volevano<\/strong>: dovevano stare attenti\u2026 i nostri genitori si mettevano d\u2019accordo e mandavano le mamme a protestare. Gli uomini avrebbero potuto compromettersi. E le donne non erano da meno\u2026 come quella volta che Fasuloun venne schiaffeggiato dal suo maestro(e per carit\u00e0 di patria tralascio il nome) e and\u00f2 a lamentarsi a casa, provocando la reazione delle sorelle Sita e Rosina (la moglie di Ciarin). Le due battagliere borghigiane si recarono subito alla Decio Raggi, presero il maestro e lo sbatterono sulla scrivania!<\/p>\n<p><strong>L\u2019apoteosi della Decio Raggi la vivemmo, per\u00f2, il 10 giugno del 1940<\/strong>, con la dichiarazione di guerra dell\u2019Italia: tutti in grande parata,in fila, vestiti da Balilla, con in testa i maestri in camicia e stivaloni neri, fummo portati a far festa in citt\u00e0. Di quel giorno ricordo gli applausi, i cori, i canti, le grida\u2026Io ero fra i pochi a cui mancava la divisa da piccolo fascista, e me ne lamentavo con mio padre\u2026 che allora mi diede questa risposta:\u201cCosa vuoi che ti serva quella divisa, quando fra un po\u2019 ne dovrai fareun\u2019altra!\u201d Ero bambino, non potevo capire quell\u2019allusione politica, n\u00e9 conoscevo l\u2019impegno antifascista di mio padre, infatti gli risposi:\u201c<em>Babbo, ma se me la fate io non la rompo!<\/em>\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il racconto di Dino Spadoni &#8211; Foi de Borg &#8211; aprile 2008, p.8 La scuola Decio Raggi venne inaugurata con la\u2026 mia terza. Frequentavo, appunto, la terza elementare quando nel 1939 l\u2019anno scolastico l\u2019ho vissuto nella nuova sede, imponente, moderna ed austera. C\u2019era un abisso con il vecchio e cadente edificio scolastico: il Cortilone del prete, la nostra \u201calma mater\u201d. L\u00ec il riscaldamento &#8211; si fa per dire &#8211; era garantito da vecchie stufe di terracotta, in ambienti pieni di spifferi. La nostra grande meraviglia fu quella di trovarci di fronte ai termosifoni (visti per la prima volta!), aule e <a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/?p=550\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[2,4],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/550"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=550"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/550\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":570,"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/550\/revisions\/570"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=550"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=550"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=550"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}