{"id":1086,"date":"2014-04-09T06:12:27","date_gmt":"2014-04-09T06:12:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.societadeborg.it\/?page_id=1086"},"modified":"2014-04-09T06:13:48","modified_gmt":"2014-04-09T06:13:48","slug":"1992-esposti-alle-invasioni-cronaca-di-un-avamposto","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.societadeborg.it\/?page_id=1086","title":{"rendered":"1992- ESPOSTI ALLE INVASIONI Cronaca di un avamposto"},"content":{"rendered":"<p><em>Prima della citt\u00e0, fuori dalle mura, il Borgo S. Giuliano \u00e8 un avamposto. Ancora oggi il Ponte Tiberino rappresenta uno dei passaggi obbligatori, e forse il pi\u00f9 importante, per entrare in citt\u00e0. Ieri come oggi, a noi piace pensare al Borgo S. Giuliano come ad una terra di transito per passare da una parte all&#8217;altra; una terra di confine e di contaminazioni, fra il dentro e il fuori, fra il vecchio e il nuovo. Come un Giano bifronte, il Borgo \u00e8 la soglia che permette il passaggio e la comunicazione: \u00e8 la Porta che segna l&#8217;inizio, che offre la sua protezione a chi arriva e a chi parte.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/COP-FESTA-DE-BORGH-1992.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1089 alignleft\" alt=\"COP FESTA DE BORGH 1992\" src=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/COP-FESTA-DE-BORGH-1992-172x300.jpg\" width=\"172\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/COP-FESTA-DE-BORGH-1992-172x300.jpg 172w, http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/COP-FESTA-DE-BORGH-1992-588x1024.jpg 588w, http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/COP-FESTA-DE-BORGH-1992.jpg 945w\" sizes=\"(max-width: 172px) 100vw, 172px\" \/><\/a>Cos\u00ec, \u00abesposti alle invasioni\u00bb, il Borgo S. Giuliano ha vissuto e vive, prima della citt\u00e0, le invasioni dei barbari. I barbari di ieri, quelli che distruggevano e saccheggiavano le terre; ed i \u00abbarbaros\u00bb di oggi, quelli che sono solo stranieri e non sanno parlare la lingua del posto. I barbari di ieri sono gi\u00e0 nella Storia, mentre i \u00abbarbaros\u00bb di oggi sono ancora in movimento, si spostano di continuo e riempiono le cronache dei nostri giorni.<br \/>\nDalle violenze dei primi veri barbari, siamo passati ai disagi, al travaglio, alle difficolt\u00e0 dei nuovi \u00abbarbaros\u00bb, di coloro cio\u00e8 che sospinti, spinti o cacciati fuori dalla propria terra, cercano una nuova sistemazione, con tutto ci\u00f2 che questo comporta: per chi parte, per chi rimane ed anche per chi deve accogliere gli stranieri.<br \/>\nStranieri per un giorno o stranieri per sempre; stranieri d&#8217;estate e stranieri d&#8217;inverno; stranieri comodi e stranieri scomodi, stranieri di fatto e stranieri fatti dalle paure e dai pregiudizi; stranieri bianchi e stranieri neri; stranieri per forza e stranieri per vocazione; stranieri accettati e stranieri subiti; stranieri che ridono e stranieri che fanno ridere.<br \/>\nI BARBARI BARBARI, GLI STRANIERI BARBARI, I BARBAROS STRANIERI, GLI STRANIERI STRANIERI, GLI ESTRANNEI STRANIERI, GLI STRANIERI ESTRANEI.<br \/>\nPer tutti questi il Borgo S. Giuliano ha rappresentato e rappresenta un avamposto; di tutti questi ne conserva la memoria e rinnova continuamente la propria funzione \u00abstorica\u00bb. Cos\u00ec, fra distruzioni e rinascite, imposizioni e privilegi, dispiaceri e amori, paure e desideri, reale e immaginario, si forma la societ\u00e0 e la cultura di un avamposto.<br \/>\nCOS\u00cc, ESPOSTI ALLE INVASIONI, COS\u00ec ESPOSTI ANCHE ALLE CULTURE DEI BARBARI.<br \/>\nFabio Biondi<\/p>\n<p>La vita \u00e8 un ospedale in cui ogni ammalato \u00e8<br \/>\nposseduto dal desiderio di cambiar letto. Uno vorrebbe<br \/>\nsoffrire accanto alla stufa, l&#8217;altro crede che guarirebbe<br \/>\nse stesse vicino alla finestra.<br \/>\nA me sembra di essere felice dove non sono, e la<br \/>\nquestione del cambiar dimora \u00e8 tema di un dialogo<br \/>\nincessante con la mia anima.<br \/>\n<em>Baudelaire<\/em><\/p>\n<p>\u00abCambiar dimora\u00bb, chi di noi non ha mai desiderato nel proprio intimo di vivere in un altro luogo, quanti di noi sentono il sottile richiamo di un altra terra. Aggiungiamo a questi impulsi dell&#8217;animo problematiche di tipo economico, politico, sociale che rendono impossibile la vita in certi luoghi ed eccoci costretti a migrare a ritrovare la nostra natura nomade. Allora siamo costretti ad invadere altri spazi, altre terre, incontriamo genti \u00abEsposti alle invasioni\u00bb. Il Borgo di S. Giuliano \u00e8 uno di questi luoghi, un Avamposto in quanto fuori dalle mura della citt\u00e0, non protetto, e fin dall&#8217;antichit\u00e0 disposto\/costretto a subire\/accettare violente e pacifiche invasioni.<br \/>\nOggi l&#8217;invaso sotto il ponte di Tiberio, diventa il teatro dove far rivivere reali e immaginarie invasioni, dove far confrontare\/scontrare gruppi di uomini, diversi solo nel colore della Bandiera che portano. Uomini che non cercano sempre e solo una terra dove piantare la propria bandiera in segno di conquista, ma spesso si accontenterebbero di un luogo dove poter sventolarla dove poter comunicare a tutti la propria cultura senza rinnegare la propria identit\u00e0. La gente di un Avamposto \u00e8 consapevole di questo, non costruisce mura o fortificazioni dietro le quali nascondersi, non si arma di un esercito, al massimo erge barricate suite quali con fierezza si difende. Qualsiasi sia il risultato \u00e8 pronta al confronto come alla ricostruzione e in tutti e due i casi s\u00e0 che il passaggio di un&#8217;altra cultura arricchir\u00e0 le radici della propria.<br \/>\nSu queste considerazioni abbiamo costruito lo spettacolo, e abbiamo anche voluto giocare o come si usa dire oggi \u00abdecontestualizzare\u00bb, proponendolo mediato dal mezzo di informazione c he oggi pi\u00f9 di tutti \u00abinvade\u00bb le nostre vite, la televisione. Alla finzione teatrale, che vive nella natura di uno spettacolo, abbiamo aggiunto l&#8217;invadenza di un telegiornale che propone informazioni e notizie con la logica di una fiction televisivo\/cinematografica. II pubblico potr\u00e0 seguire lo spettacolo anche attraverso degli schermi giganti, dai quali \u00abinvadenti giornalisti\u00bb commenteranno gli avvenimenti.<br \/>\nPer quanto riguarda la festa all&#8217;interno del Borgo, un gruppo di attori\/animatori creeranno in strade e piazze diverse situazioni in tema con lo spettacolo mantenendo i visitatori in un continuo stato di allerta. Anche l&#8217;allestimento contribuir\u00e0 a creare questa suggestione per entrare il pi\u00f9 possibile nel clima di un Avamposto.<br \/>\nCosi l&#8217;8a edizione della \u00abFesta de Borg\u00bb pu\u00f2 avere inizio: come sempre il borgo apre le sue strade, addirittura le sue case, prepara accoglienti stands gastronomici, numerosi intrattenimenti musicali; il tutto per accogliere la vostra pacifica \u00abinvasione\u00bb, dopotutto ci sembra il modo migliore per continuare a formare ed accrescere la cultura di un Avamposto.<\/p>\n<p><em><strong>Gianluca Reggiani<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima della citt\u00e0, fuori dalle mura, il Borgo S. Giuliano \u00e8 un avamposto. Ancora oggi il Ponte Tiberino rappresenta uno dei passaggi obbligatori, e forse il pi\u00f9 importante, per entrare in citt\u00e0. Ieri come oggi, a noi piace pensare al Borgo S. Giuliano come ad una terra di transito per passare da una parte all&#8217;altra; una terra di confine e di contaminazioni, fra il dentro e il fuori, fra il vecchio e il nuovo. Come un Giano bifronte, il Borgo \u00e8 la soglia che permette il passaggio e la comunicazione: \u00e8 la Porta che segna l&#8217;inizio, che offre la sua <a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/?page_id=1086\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":24,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1086"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1086"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1086\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1090,"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1086\/revisions\/1090"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/24"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1086"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}