{"id":1058,"date":"2014-04-09T05:33:13","date_gmt":"2014-04-09T05:33:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.societadeborg.it\/?page_id=1058"},"modified":"2014-04-11T08:01:26","modified_gmt":"2014-04-11T08:01:26","slug":"1979-le-feste-di-una-volta","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.societadeborg.it\/?page_id=1058","title":{"rendered":"1979 &#8211; Le feste di una volta"},"content":{"rendered":"<p><em>La prima festa, nel ricordo di noi tutti, \u00e8 un evento indimenticabile e quasi irripetibile: come quando la realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 bella del sogno, e questo capita raramente. Quella volta, otrettutto, la soddisfazione dei borghigiani aveva il valore di una piccola grande rivalsa nei confronti della citt\u00e0: quel borgo tosi diffamato, il borgo della \u00abmerda e delle puttane\u00bb aveva realizzato qualcosa che stupiva tutti i riminesi.\u00a0 <\/em><em>A dir la verit\u00e0, stupiti eravamo anche noi, organizzatori di qualcosa che travalicava intendimenti e aspettative.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/1979festa_lefestediunavolta_low.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1176 alignleft\" alt=\"1979festa_lefestediunavolta_low\" src=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/1979festa_lefestediunavolta_low-201x300.jpg\" width=\"201\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/1979festa_lefestediunavolta_low-201x300.jpg 201w, http:\/\/www.societadeborg.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/1979festa_lefestediunavolta_low.jpg 509w\" sizes=\"(max-width: 201px) 100vw, 201px\" \/><\/a>Quella volta, per quella prima edizione, che poteva essere anche l&#8217;unica, pi\u00f9 che un tema c&#8217;era un filo conduttore: \u00ab<strong>le feste di una volta<\/strong>\u00bb, intendendo con ci\u00f2 non solo gli avvenimenti spettacolari tradizionali, ma tutta una serie di episodi e vicende della storia cittadina e borghigiana che nella dimensione della memoria assumevano un effetto assolutamente fantastico.<br \/>\nVennero rivissuti e rielaborati alcuni modi di far festa del passato: le luminarie durante le processioni, coni ceri alle finestre, le tavolate per strada, i cantastorie e le orchestrine improvvisate, la \u00abcanta\u00bb, i piccoli circhi nelle piazzette, le zucche svuotate, intagliate e illuminate&#8230;<br \/>\nMa anche alcuni fatti della storia cittadina, che nel ricordo collettivo erano gi\u00e0 mitici e favolosi, diventarono pretesti per spettacolazioni durante quella prima edizione: il passaggio del carro della Dora con la sua nuova \u00abquindicina\u00bb, le Mille Miglia come veglia collettiva per celebrare ed assistere al passaggio di un mondo nuovo; il ritorno dopo l&#8217;ultimo conflitto degli sfollati come nascita ad una nuova vita, i fantasmi della guerra esorcizzati che sfumavano in lontananza, laggi\u00f9 nel parco Marecchia&#8230; e poi l&#8217;indimenticabile Mario \u00ab\u041dombre\u00bb, nella parte di Cicogna che nottetempo attraversava il borgo per annunciare i fatti della giornata e le condizioni del tempo.<br \/>\nInoltre, la struttura urbana del Borgo acquist\u00f2 una dimensione completamente nuova: non pi\u00f9 case fatiscenti o diroccate illuminate crudelmente dalla piatta luce artificiale, ma sotto l&#8217;effetto dei lumini, del lancio di piume e di neve finta, le sue case diventavano paesaggio da favola e da presepe. \u00c8 da allora, forse, che la citt\u00e0 incominci\u00f2 a guardare con particolare interesse alle casette lungo il fiume nelle strade borghigiane.<br \/>\nLe cose da ricordare sarebbero tante: la mostra fotografica che per la prima volta a Rimini \u00abpubblicava\u00bb la storia &#8211; per immagini &#8211; di un recente passato popolare; la gente che si ritrovava dopo tanti anni in questa occasione; le case aperte a ricevere non solo gli amici ma chiunque si fermasse, per un bicchiere di vino ed una fetta di ciambella; la corale borghigiana tanto sgangherata quanto carica di vitalit\u00e0&#8230;<br \/>\nL\u2019 immagine che pi\u00f9 mi \u00e8 rimasta dentro \u00e8, per\u00f2, quella dell&#8217;incendio delle porte del Borgo. Tutti gli ingressi delle sue strade erano stati sbarrati con dei portali di carta, che vennero incendiati ad un segnale prestabilito, per dare il via alla festa e per aprire il quartiere alla citt\u00e0: dal Ponte di Tiberio scese verso noi la Banda comunale trascinandosi dietro i riminesi. Ed allora i borghigiani diedero sfogo alla loro commozione abbracciandosi.<br \/>\nIn quel momento, insieme alle sottili pareti di carta che bruciavano, salt\u00f2 ogni diaframma con la citt\u00e0, in un reciproco riconoscimento.<\/p>\n<p><strong><em>Mario Pasquinelli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima festa, nel ricordo di noi tutti, \u00e8 un evento indimenticabile e quasi irripetibile: come quando la realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 bella del sogno, e questo capita raramente. Quella volta, otrettutto, la soddisfazione dei borghigiani aveva il valore di una piccola grande rivalsa nei confronti della citt\u00e0: quel borgo tosi diffamato, il borgo della \u00abmerda e delle puttane\u00bb aveva realizzato qualcosa che stupiva tutti i riminesi.\u00a0 A dir la verit\u00e0, stupiti eravamo anche noi, organizzatori di qualcosa che travalicava intendimenti e aspettative. Quella volta, per quella prima edizione, che poteva essere anche l&#8217;unica, pi\u00f9 che un tema c&#8217;era un filo <a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.societadeborg.it\/?page_id=1058\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":24,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1058"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1058"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1058\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1177,"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1058\/revisions\/1177"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/24"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.societadeborg.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1058"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}